Era da tempo che volevo trascrivere questo post, è una fotografia della mia vita formativa e lavorativa del 2014, la scrissi come partecipazione a un concorso della Camera di Commercio, di cui ora esiste anche un mini libricino, e ne sono davvero felice.

Da quell’anno sono cambiate tantissime cose, ho cambiato 2 negozi, ho terminato la mia carriera universitaria, la storia sarebbe decisamente da aggiornare, e in parte la conoscete già, ma non me la sento ora.

 

Voglio lasciarla così come era nata, scritta piena di errori e piena di speranze e di paure (che in quel periodo erano davvero tante)

 

Per i curiosi, buona lettura.

 NB Lascio il link della pagina ufficiale ma la copio comunque, non vorrei che prima o poi la pagina cada: http://www.impresainrosachestoria.it/2014/04/14/mylittlelife/?fbclid=IwAR2hR6tpWGbzu15YiQVRqjFtjHphnoOPCzkm2e63o0fLyb4KAri2xHq3_BY

 

Ah, il concorso poi fu vinto dalla fantastica Barbara Righini di “Sai cosa ti spalmi” , dopo che scoprii che la prima in classifica stava barando (ma questa è un’altra storia ancora)

 

MyLittleLife – di Alessandra Cirillo

 

“Cosa fai nella vita?” Questa è la domanda che ogni volta mi mette in difficoltà. Cosa dire? Da dove partire?
Una marea di parole e frasi mi manda in tilt il cervello nella ricerca della definizione più sintetica a quella che ho fatto e che sono. E giuro, ogni volta mi esce una risposta diversa, a seconda di come mi sento, a seconda di chi me lo chiede o del tempo che ho a disposizione. Ora, forse, ne ho abbastanza per spiegarmi. E ci provo.

La mia storia lavorativa inizia gennaio del 2009, sono passati già sei anni. Ne avevo 21 anni. Ero davvero piccola, non che ora sia chissà quanto grande, ma proprio la mia testa, ero ingenua, quei momenti della vita dove tutto è bello, sereno e dopotutto facile. Mi trovavo al mio 3 anno di università, facoltà di architettura a Pescara, avevo superato i primi esami e le primissime difficoltà della vita universitaria.

Poi, mia zia decide di vendere la sua cartolibreria. La voglio! Ci avevo lavorato fin da piccola, d’estate con le mie cugine, e mi ero trovata sempre molto bene, come a casa e mi piaceva da matti.
La voglio. Mi punto. E con quella che oggi chiamo “incoscienza” nel giro di qualche mese prendo un prestito di 60.000 euro. E così mi ritrovo il 1 gennaio 2009 dentro i miei 60 mq di penne e libri. Bene! E ora????
Era stato semplice fino ad ora. Quello che non avevo preso in considerazione (se non a parole e in maniera molto vaga) era tutto il resto. Incassi, ordini, pagamenti,commercialista, tasse, e tutto quello che un’attività in proprio comporta. La mia età e la mia inesperienza aveva completamente ignorato che avere una piccola azienda non voleva dire semplicemente fare la commessa ma avere delle grandi responsabilità. E ritrovarsele tutte insieme, tutte sotto il mio nome, non è stato per niente facile.
Così giorno dopo giorno e con gli anni ho alzato la schiena, ho sfidato me stessa, ho sbagliato mille volte come è giusto che sia, ma ho scoperto che amavo il mio lavoro, le mie responsabilità e le persone e i ragazzi con cui venivo a contatto. Sono riuscita ad espandere il settore dei libri scolastici e ho aiutato nella realizzazione di uno dei gestionali per librai più conosciuti. Ho scoperto la mia passione anche per altri settori commerciali allargando la mia attività con prodotti per il cake design e con l organizzazione di eventi.

Nel frattempo grazie ad altre tre straordinarie Donne sono riuscita a concludere i miei studi universitari: mia Mamma e Chiara che mi sostituivano al negozio durante lezioni ed esami e la mia super amica-collega Valeria che mi ha aspettata, capita e stata accanto.
Grazie a lei e con lei che a luglio dell’ anno scorso ci siamo meritate un bel 110 con lode. Dottoressa in Architettura.

Oggi quindi mi divido tra il mio lavoro al negozio, quello di collaboratrice all’ università, il cake design, riuscendo a ritagliare anche qualche ora per me ballando il Tango Argentino. Sono felice e soddisfatta! E fortunata: accanto a me c’è sempre stata la mia famiglia. Oggi so che senza aiuto non si può sempre andare avanti e che farsi aiutare non è sinonimo di debolezza ma di arricchimento. Quanto mi è costato impararlo. Ho passato momenti davvero difficili, ma se mi guardo indietro posso dire che sono stata brava un po’ anche io!

Ho ancora tanti progetti da piccola imprenditrice e da donna, non so se riuscirò a realizzarli tutti, ma ogni giorno alle 8.00 apro il mio mondo e provo a fare del mio meglio con tutta la passione, l’amore e la dedizione che posso.

Alessandra Cirillo